
Con qualche giorno di ritardo manifesto le mie opinioni sulla sentenza della Corte Europea di Strasburgo riguardante l'esposizione o meno dei crocefissi nelle scuole PUBBLICHE Italiane. Già il fatto che gli istituti in questione siano di proprietà dello Stato dovrebbe dirla lunga sulla validità della sentenza; ma ciò non ferma la ciurma di clericali (più o meno veri) e di cattocomunisti (per dirla come il Cav.) irti a battersi il petto e a dolersi.
Dato che sono solito argomentare ciò che dico con dati analitici, al contrario di molti che si basano su misteri e menzogne, vorrei cominciare la mia riflessione da questo assunto:
"Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani."
Non ho espunto questa frase dai manuali di Nostradamus piuttosto che dai libri oscuri di una qualche gruppo criminale. Ciò compare nella Bibbia laica: la Costituzione Italiana. Più precisamente nell'art.7 comma 1.
La legge prevede il distacco tra Stato e Chiesa: l'uno incaricato della cura della Cosa Pubblica, l'altra di quella delle anime. L'uno ha un potere esclusivamente temporale, l'altra spirituale. E allora cosa ci fa un simbolo Ecclesiastico in un luogo pubblico che dovrebbe ospitare e rappresentare tutte le culture presenti nella nazione?
Ma c'è di più:la massa di detrattori della laicità non ha mancato di puntualizare che il crocifisso si trova nelle scuole Italiane per legge. E' vero, sebbene dimentichino di ricordare che in base a quello stesso regolamento tanto decantato, redatto durante il Ventennio fascista, il simbolo sacro dovrebbe essere affiancato da una foto del Re, . Si: avete capito bene. Secondo la legge il crocifisso deve essere accompagnato da una foto del Re.
Che il gregge color porpora abbia fatto già richiesta al Ministero dell'istruzione di una foto di Amedeo d'Aosta?
Suvvia, nell'Italia Repubblicana non c'è alcun regolamento che ammetta la presenza di simulacri religiosi in luoghi pubblici.
Raccogliendo qua e là commenti di chi la pensa differentemente da me, ecco una piccola summa di ciò che ho ottenuto in risposta:
-Il crocifisso rientrerebbe nella tradizione Italiana; anzi, la sua assenza provocherebbe addirittura fastidi. Nulla in contrario nell'affiancarlo ad altri simboli religiosi.
- Lo si è tenuto per decenni, siamo cristiani, non facciamo male a nessuno...Ci vietano proprio di professare la nostra fede a casa nostra!
-Vergogna comunitsti! (ndr ci sta sempre!)
Ma è da un link pubblicato sul social network Facebook che mi sono sentito colpito se non violentato:
"TU MI TOGLI IL CROCIFISSO E IO TI SPACCO LE MANI".
E' forse questo il messaggio cristiano? La violenza? Per non parlare di chi piange lacrime amare per la sentenza di Strasburgo sostenendo di essere cattolico praricante, salvo poi discriminare a spron battuto chiunque sia diverso da sè.
La verità è che il crocifisso è solo una manifestazione esteriore. Il suo valore risiede nell'anima di ogni credente che si deve fare innanzitutto divulgatore del messaggio di Cristo. Non dovrebbe spettare all'ateo spiegare questi concetti al credente.
Una proposta: Perchè non sostituire il Crocifisso con una copia della Costituzione Italiana?




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